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I clochard guidati dal dottor Mori cantano alla vita, riportano in musica storie di personaggi remoti e dimenticati, gioie e amori con “tiro” e alternano genuina energia a momenti più intimi, riflessivi di chi cresce e osserva la quotidianità da un altro punto di vista, forse più alto rivolto al domani, ma senza dimenticare l’esperienze del passato e della vita trascorsa. Un supergruppo che schiera sul palco una formazione del tutto acustica: chitarra e voce (Isaia Mori), violino (Stefano Zeni), banjo e chitarra (Antonio D’Alessandro), tastiere (Silvio Uboldi), basso (Andrea Casarotto), batteria (Beppe Facchetti), tromba (Max Pietta) e trombone (Maurizio De Virgilis). Il 22 maggio 2010 esce ufficialmente il primo lavoro discografico dal titolo “Lo spacciatore di serenate” per la giovane etichetta indipendente “Edizioni Diffusione Arte” (www.diffusionearte.com); il 7 aprile 2011 presentano in uno show il videoclip della canzone “Aspettando l’Una”. Il 13 dicembre 2011 pubblica un disco dal vivo “Barcollo, ma non crollo…Live!” (Edizioni Diffusione Arte) fotografia estiva della frenetica attività concertistica tipica della band. Nel novembre 2010 racconta in una canzone cronaca (La Gru) la storia dei ragazzi immigrati che per rivendicare i propri diritti, si arrampicarono sulla gru della metropolitana di Brescia…in seguito a questi avvenimenti Isaia & l’Orchestra Radio di Clochard ebbero la fortuna di conoscere e condividere il palco durante una serata con il premio nobel Dario Fo. Partecipano dal 2011 alla compilation “Gói De Cöntàla?”, nota compilation dialettale bresciana con un brano (Maja Föm) dedicato al coraggio e alla professionalità dei pompieri, nel 2012 con la “La ballada del pitur (di Enzo Jannacci e resa celebre dai “Gufi” con il titolo originale “La ballata del pitor”) e nel 2013 con “El Moradùr”. Nel 2015 il 2 aprile Isaia & l’Orchestra di Radio Clochard presenta il suo terzo CD edito dalla casa editrice Diffusione Arte dal titolo “Belli dentro, fuori legge”. E così già dalla prima traccia Isaia Mori canta le gesta di Alfonsina Strada (1891 – 1959) la prima donna ciclista che partecipò al giro d’Italia del 1924 sul cui “viso il vento respira” e Alfonsina sulla sua sella non molla anche se ormai fuori tempo massimo, ma l’Italia tutta ammira e attende il suo passaggio che segnerà la storia dello sport ma anche del cambio di una visione collettiva della figura femminile e superamento delle ideologie maschilistiche dei primi anni del novecento. Seconda traccia il “Maja Föm” ovvero il vigile del fuoco, eroe di tutti i tempi che in fondo “un po’ di paura infondo al cuore ha” perchè “il suo mestiere è quello di star lì nelle case che bruciano…” Una canzone in dialetto bresciano già presente nella compilation “Goi de Cóntala?” del 2011 divenuto ormai nella città lombarda l’inno dei pompieri. “Soltanto Dettagli” è una canzone dove Isaia gioca a carte scoperte, si presenta per quello che è: “e quelli che non sognan più da queste parti li chiamano morti e quelli che come me si aggrappano solo ai ricordi” dove chi decide per conto di un altro può significare incatenare e la musica asseconda concetti schietti con un ritmo coinvolgente, affatto assopito che nonostante tutto smuove l’animo e invita il corpo a reagire ballando… La quarta traccia è “Brezza di mare”, storia di un amore mentre il sole si tuffa beffardo nel mare e la sabbia sussurra granelli di poesia. È il momento poi di ascoltare un’altra canzone dai temi intimi e personali di un ragazzaccio che vive il suo tempo che corre: “Arancio” perché è il vestito che indossa e perché è il colore del sole. Ci si accorge che la vita sfugge ma altro non è che “uno scambio perfetto di tempo e di sogno”. Ritornano due canzoni “inquiete” dal ritmo “skaountry”, lo stile che la band bresciana si fregia d’aver inventato, che fotografano due momenti storici di due paesi lontani: “Tiempos Maduros” manifesto della situazione attuale politica in Venezuela ora governata da Nicolás Maduro, felice gioco di parole che caratterizza il titolo della canzone. “Jazz della cassa integrazione” evidenzia la situazione lavorativa odierna ambientata in una metropoli infreddolita dall’autunno e in un locale: atmosfera irreale dove Charlie Parker siede al tavolo con Isaia e ritorna in mente “quando si poteva fumare al chiuso”… Si riascolta un singolo datato 2012 e presente nella “Diffusione Arte Compilation”, raccolta di opere inedite di artisti emergenti, intitolato “Lo swing dei politici – pinocchi”: già il titolo ben illustra il contenuto della canzone che svela purtroppo concetti consueti ai quali la collettività continua a non abituarsi. A seguire la traccia intitolata “L’ardito sognatore”: impavido personaggio che nonostante tutto non è finito, i “suoi occhi ancora brillano, non ha smarrito l’animo” determinato a perseguire in un sogno, confidando in un “piano B” che potrà salvarlo. Chi è di Brescia conosce bene l‘evento “mille chitarre in piazza” del quale lo stesso Isaia Mori è l’ideatore, coadiuvato per l’organizzazione dall’amico Antonio D’Alessandro e lo staff della stessa casa editrice Diffusione Arte. Quindi “Mille chitarre” è l’inno di questo evento che vede un migliaio (in realtà molti di più) chitarristi che si riuniscono per suonare alcune canzoni note del cantautorato nazionale e internazionale. “Micropotere”, ultima traccia di “Belli dentro, fuori legge” che parla di una categoria di prepotenti sovente in conflitto con l’opinione pubblica.